Luce, tempo e stop motion: la fotografia spiegata ai ragazzi

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Il racconto del laboratorio "Racconti visivi e Immagini in movimento" con Ambra D’Atri

Cosa succede quando mettiamo una macchina fotografica nelle mani di ragazze e ragazzi pronti a guardare il mondo con occhi nuovi? La risposta è racchiusa nell’energia vibrante del laboratorio "Fotografia e Immagini in Movimento", un viaggio creativo che ha trasformato i partecipanti da semplici spettatori a veri e propri autori visivi.

Oltre lo scatto: scoprire l'essenza della luce

Sotto la guida esperta della docente Ambra D’Atri, il gruppo ha rotto il ghiaccio condividendo passioni e piccole avversioni, creando subito un clima di fiducia, necessario per ogni processo artistico.

La domanda centrale, "Cos’è per voi la fotografia?", ha aperto un dibattito vivace, portando i ragazzi a scoprire l’etimologia profonda del termine: fotografia come "scrittura con la luce". Ambra ha svelato i segreti della camera oscura e del sensore, spiegando come la luce viaggi e si rifletta per imprimere un istante.

A sfidare le certezze dei ragazzi sono arrivate poi le illusioni ottiche: una carrellata di immagini che ha dimostrato come la fotografia non sia solo un documento della realtà, ma un portale verso nuovi mondi e interpretazioni inaspettate.

Piccoli set, grandi storie: la magia dello Stop Motion

I partecipanti sono poi passati dalla teoria alla pratica. La sfida? Creare una storia dal nulla attraverso la tecnica dello Stop Motion. I ragazzi hanno affrontato tutte le fasi della produzione cinematografica:

  • Storytelling: Ideazione di una trama con un inizio, uno sviluppo e un finale.
  • Scenografia: Trasformazione dell'aula in un set in miniatura, curato nei minimi dettagli.
  • Character Design: Creazione di protagonisti nati dal disegno e dal ritaglio, pronti a diventare star del grande schermo.
  • Animazione: Il lavoro meticoloso di muovere i personaggi millimetro dopo millimetro, scatto dopo scatto, comprendendo il valore della pazienza e della precisione.

Il processo si è concluso con una fase di editing rapido, dove le sequenze di foto si sono trasformate, quasi per magia, in immagini fluide e in movimento.

Un gran finale condiviso

Il laboratorio si è concluso con la proiezione dei mini-cortometraggi. Davanti agli occhi orgogliosi dei genitori, i ragazzi hanno visto le loro storie prendere vita sul grande schermo, trasformando un pomeriggio di apprendimento in un vero e proprio festival del cinema "fatto in casa".

Questa esperienza firmata BOOM Education ha confermato ancora una volta quanto sia potente fornire ai giovani gli strumenti per esprimere la propria voce. Non si è trattato solo di imparare a usare una macchina fotografica, ma di capire che ogni immagine è un racconto e ogni ragazzo ha una storia unica da narrare.

 

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