Questa mattina si è tenuto il primo incontro online del percorso Tech EmpowHER – STEM Futures, l’iniziativa di BOOM dedicata a esplorare il ruolo delle donne nella tecnologia e a costruire nuove competenze in un momento in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando professioni, linguaggi e opportunità. Un appuntamento ricco di autenticità, visioni e storie personali, che ha confermato quanto l’inclusione non sia un tema accessorio, ma un elemento strategico per il futuro del lavoro.
L’apertura è stata affidata a Jessica Didone, responsabile della progettazione eventi di BOOM, che ha accolto le partecipanti e ha ricordato la missione del progetto: creare spazi in cui le donne possano riconoscersi, confrontarsi e crescere. Jessica ha ripercorso le cinque anime di BOOM — Education, Learning, Employer Branding & Academy, Innovation & Startup, Spazi e Coworking — mostrando come tutte convergano verso un obiettivo comune: sviluppare competenze e generare valore per persone e organizzazioni. “In un’epoca in cui l’AI ridefinisce ruoli e processi, il tema dell’inclusione non è solo culturale, ma strategico”, ha sottolineato.
Linguaggio, formazione e autonomia finanziaria
La prima testimonianza è stata quella di Stefania Cocorullo, Direttrice sviluppo strategico IFOA e Responsabile del gruppo Manager 3D di Manageritalia. Stefania ha portato al centro il tema del linguaggio come leva di cambiamento. “Il linguaggio ci aiuta a educare il cervello alle idee nuove”.
Il dialogo si è poi spostato sul valore del fare rete. Stefania ha parlato di squadra, di compensazione reciproca, di come la collaborazione sia un elemento fondante non solo nelle dinamiche manageriali, ma anche nella storia economica italiana, dai distretti industriali ai network fiduciari. Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato l’educazione finanziaria, tema che tocca direttamente l’autonomia femminile. “Meno si è ricche, più si ha bisogno di imparare a gestire con prudenza e da sole il proprio denaro”, ha spiegato, raccontando il progetto sviluppato con Banca d’Italia per supportare donne in situazioni di fragilità e rafforzare indipendenza e consapevolezza.
Dal sogno alla tecnologia
La seconda ospite, Carolina Viola, Advanced Technology & Sensor Developer di Northrop Grumman Italia, ha portato una testimonianza intensa e personale. Fin da piccola attratta dalla matematica e dalle materie scientifiche, Carolina ha raccontato il suo “bivio” tra ingegneria e medicina, risolto grazie alla curiosità per la fantascienza e per il funzionamento delle cose. Un aneddoto su Star Wars ha mostrato come anche le passioni più inattese possano orientare una carriera. Il suo percorso non è stato lineare: esami difficili, la ricerca della tesi, l’ingresso nel mondo della ricerca. Ma proprio lì ha trovato la sua strada: “Ho capito che nella mia vita avrei voluto fare questo: realizzare MEMS e sensori”.
Oggi Carolina lavora allo sviluppo di sensori inerziali, tecnologie che utilizziamo quotidianamente senza rendercene conto. Ha raccontato il valore del networking, della collaborazione con ricercatori e ricercatrici, e ha commentato i risultati del sondaggio lanciato durante il webinar, dedicato alla percezione di inadeguatezza professionale. “Spesso siamo noi le prime a ostacolarci”, ha osservato, invitando a riconoscere i propri limiti senza trasformarli in barriere.
Reinventarsi nella cybersecurity
La terza testimonianza è stata quella di Cecilia Ciocia, Cyber Security Analyst di CRIF, che ha condiviso una prospettiva preziosa sul valore della formazione continua e sulla possibilità di reinventarsi. Partita dall’ingegneria biomedica, Cecilia ha raccontato come il suo ingresso nella cybersecurity non sia stato pianificato, ma nato da un’opportunità colta con coraggio. “Il mio percorso non è stato lineare”, ha spiegato, descrivendo il passaggio da un ambito ibrido a un contesto altamente tecnico, dove la sensazione di “non sapere abbastanza” è stata inizialmente una difficoltà reale.
Quella consapevolezza, però, è diventata una leva: “Ho scelto di colmare quel gap attraverso un master”. Oggi Cecilia si occupa di analisi delle vulnerabilità, monitoraggio dei sistemi e gestione dei rischi, lavorando in un team tecnico dove spesso è l’unica donna. La sua riflessione è stata chiara: la rappresentanza conta, ma non deve diventare un peso. “La differenza la fa la capacità di collaborare, di aggiornarsi, di portare valore al team”, ha affermato, ricordando che la crescita professionale è un processo continuo.
Le Tech EmpowHER Academy: costruire competenze per il futuro
In chiusura, Laura Cocu, HR Talent Acquisition & Employer Branding di CRIF BOOM, ha presentato le Tech EmpowHER Academy, percorsi formativi pensati per accompagnare le partecipanti nello sviluppo di competenze tecniche e trasversali, con un’attenzione particolare alle giovani donne provenienti da percorsi non STEM. Ha raccontato le collaborazioni con Adecco e Refresh Academy, i progetti dedicati alle nuove diplomate e le iniziative per favorire l’ingresso delle donne in ruoli tecnici e digitali.
Questo primo appuntamento ha confermato la forza di Tech EmpowHER: uno spazio vivo, autentico, in cui le storie diventano strumenti, le competenze si intrecciano e le reti si costruiscono con naturalezza. Un luogo in cui l’inclusione non è un obiettivo da giustificare, ma una dimensione naturale del lavoro e dell’innovazione.
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