Si è svolto martedì 22 aprile, presso il Centro per l’innovazione e la formazione Adriano Olivetti di Imola, l’incontro “Connessioni consapevoli: Cyberbullismo e Privacy online”. L'appuntamento, promosso dal Nuovo Circondario Imolese in collaborazione con BOOM Knowledge Hub, ha esplorato il delicato rapporto tra persone, tecnologia e responsabilità civica, offrendo uno spazio di confronto aperto su rischi e opportunità del vivere digitale.
L’evento ha messo al centro la necessità di abitare la rete con consapevolezza, con un focus prioritario sulle nuove generazioni e sul ruolo strategico degli adulti e della comunità educante.
Educare alla rete: il valore della peer education
Ad aprire i lavori è stata Emanuela Cenni, psicologa e psicoterapeuta del progetto “Insieme nella Rete”. Realtà storica del territorio attiva dal 2012, il progetto opera nelle scuole del circondario attraverso la peer education: un processo educativo “a cascata” dove gli studenti più grandi formano i più piccoli sull’uso etico del web.
Cenni ha approfondito il tema della costruzione dell’identità, oggi indissolubilmente legata alla dimensione online. Nei social network, l’immagine di sé rischia di trasformarsi in una performance continua finalizzata a ottenere validazione esterna, esponendo i giovani a fragilità emotive e a un confronto costante con modelli spesso irreali. In questo scenario, strumenti come i Patti Digitali risultano essenziali per sancire .
Il digitale non è neutro: algoritmi e relazioni
L’intervento di Giulio Asta, innovatore sociale e formatore, ha ampliato la riflessione sulla natura dell'ambiente digitale. Superando la distinzione tra online e offline, Asta ha introdotto il concetto di vita onlife, dove il comportamento umano è costantemente influenzato da algoritmi e modelli economici delle piattaforme.
È emersa la necessità di una nuova alfabetizzazione digitale: non solo saper usare i dispositivi, ma comprendere i meccanismi invisibili che regolano l'attenzione. Asta ha sottolineato i rischi dell'esposizione precoce a contenuti sensibili e la tendenza alla normalizzazione della violenza online, invitando a una riflessione critica sul tempo che dedichiamo alla rete.
Cybersecurity: proteggere la persona e l'identità
Il focus tecnico è stato affidato a Ludovico Loreti, esperto di cybersecurity, che ha ricordato come dietro ogni tecnologia ci siano sempre delle persone con le loro vulnerabilità. Loreti ha analizzato il cyberbullismo come uso intenzionale del digitale per arrecare danno, evidenziando come la viralità e la persistenza dei contenuti online rendano queste violenze meno visibili ma estremamente traumatiche.
Ampio spazio è stato dedicato alla protezione dei dati: dalla gestione delle password all’autenticazione a più fattori, fino al diritto all’oblio. La sicurezza informatica è stata delineata non solo come competenza tecnica, ma come pratica di consapevolezza quotidiana.
Verso una responsabilità collettiva
Nel confronto finale è emerso con forza il ruolo cruciale degli spettatori nelle dinamiche di prevaricazione online: rompere il silenzio attraverso l'ascolto e l'empatia è il primo vero strumento di prevenzione.
L’incontro ha ribadito che il digitale non è uno spazio “altro”, ma uno dei luoghi principali in cui costruiamo relazioni e futuro. Una sfida che richiede una maturità digitale collettiva, capace di rimettere la persona al centro dell'innovazione.