Ieri, giovedì 21 maggio presso gli spazi di BOOM Knowledge Hub a Osteria Grande, si è tenuto l’incontro dedicato all’evoluzione della sostenibilità da concetto teorico a leva strategica e operativa per le organizzazioni. Un momento di confronto, nato dalla collaborazione tra TPER e BOOM, che ha riunito leader del settore privato e utility del territorio per esplorare come la sostenibilità applicata ai processi industriali e gestionali possa generare benefici tangibili per le aziende e per l’intera collettività.
Sostenibilità e Procurement: le leve strategiche della transizione
Ad aprire la sessione di approfondimento è stata Alice Molta, Coordinatrice di Impronta Etica, che ha delineato la nascita, l’evoluzione e lo stato dell’arte della sostenibilità, evidenziando la direzione verso la quale le aziende possono muoversi.
L'adozione di questo paradigma richiede però di guardare oltre i confini del proprio perimetro aziendale. In quest'ottica, il consulente Cesare Guarini ha acceso i riflettori sull’integrazione dei criteri ESG nel Procurement. Gestire la catena di fornitura secondo criteri ambientali, sociali e di governance significa innescare un effetto domino positivo, trasformando i fornitori in veri e propri partner di transizione e mitigando i rischi lungo tutta la filiera.
Persone, Dati e KPI: la misurazione della mobilità
Il focus si è poi spostato sulla mobilità delle persone con l'intervento di Chiara Errigo, HR Director Italian Markets di CRIF e Roberto Parlangeli, Senior Advisor Corporate Sharing di Tper. Al centro del discorso, il legame indissolubile tra mobilità aziendale, dati e KPI.
Attraverso l'analisi quantitativa e la misurazione scientifica degli impatti, CRIF e Tper hanno dimostrato come le politiche di mobility management non siano solo uno strumento di riduzione delle emissioni, ma una leva fondamentale di welfare aziendale in grado di migliorare la qualità della vita dei dipendenti e ottimizzare i processi organizzativi.
Panel: aziende in dialogo tra sfide e soluzioni innovative
Il cuore dell'evento ha visto salire sul palco i protagonisti del tessuto produttivo e infrastrutturale del territorio, in un panel finalizzato alla condivisione di casi di successo e approcci metodologici replicabili.
Paola Matino, Responsabile sostenibilità di Tper, ha guidato la riflessione mostrando come la mobilità pubblica e collettiva rappresenti l'ossatura portante delle città del futuro, dove la sostenibilità si traduce in soluzioni intermodali e investimenti strutturali a beneficio della cittadinanza.
Il binomio transizione e manifattura di valore è stato esplorato da Matteo Ronda (Environmental, Energy & Mobility Manager) e Luca Ceroni (Sustainability Operations Project Specialist) di Davines. I due relatori hanno illustrato l'approccio olistico del gruppo, capace di tradurre il concetto di Benefit Corporation in azioni concrete: dalla gestione energetica degli stabilimenti fino alla decarbonizzazione dei trasporti aziendali.
Barbara Melotti, Mobility Manager dell’Aeroporto di Bologna, ha portato l'esperienza di un hub infrastrutturale complesso, dove la sfida sta nel far coesistere l'alta densità di flussi di passeggeri e lavoratori con strategie di accessibilità green e mobilità integrata.
Infine, la testimonianza di Andrea Incerti Vezzani, Chef Patron del Ristorante locanda Ca'Matilde, ha dimostrato che la sostenibilità applicata non ha scalabilità flessibile: anche nel settore della ristorazione d'eccellenza, la lotta allo spreco, la filiera corta e il rispetto dei cicli naturali si trasformano in un fattore di differenziazione e impatto culturale.
Condivisione e Futuro: il valore del network
L'incontro si è concluso con la consapevolezza che la sostenibilità non sia un traguardo da raggiungere in solitaria, ma un percorso corale. Dopo i ringraziamenti finali, i partecipanti hanno proseguito il confronto durante un aperitivo di networking, un momento informale che ha permesso di consolidare le relazioni nate durante la giornata e di gettare le basi per nuove sinergie territoriali.
La sfida per il futuro è chiara: solo superando la teoria e governando i dati e i processi industriali con una visione d'insieme, le imprese potranno trasformare i vincoli normativi in opportunità di sviluppo a lungo termine.
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