BOOM e il Nuovo Circondario Imolese aprono il 2026 con un incontro sull’AI: opportunità, limiti e nuove consapevolezze

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Il primo appuntamento del ciclo 2026 del Laboratorio Aperto ha fatto il punto su strumenti, rischi e potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Si è tenuto presso il Nuovo Centro Adriano Olivetti il primo incontro del ciclo 2026 del Laboratorio Aperto, promosso dal Nuovo Circondario Imolese in collaborazione con BOOM Knowledge Hub, dedicato alle evoluzioni dell’intelligenza artificiale e al suo impatto nella vita quotidiana. 

L’evento ha inaugurato un nuovo calendario di appuntamenti divulgativi rivolti a cittadini, studenti e imprese, con l’obiettivo di diffondere competenze digitali e favorire un uso più consapevole delle tecnologie emergenti. 

A guidare l’incontro è stato Nicolò Franceschi, CTO di PineApp Srl, software house imolese, che ha accompagnato il pubblico tra funzionamento, opportunità e limiti dell’AI, alternando spiegazioni e dimostrazioni pratiche. 

Come funziona (davvero) l’intelligenza artificiale 

Uno dei messaggi chiave emersi riguarda la natura dell’AI: non “pensa”, ma apprende dai dati. I modelli attuali, come ChatGPT, sono sistemi specializzati che riconoscono pattern e generano risposte sulla base di probabilità. 

È stato sottolineato come queste tecnologie siano già presenti da anni nella quotidianità – dai suggerimenti di Netflix e Spotify agli assistenti virtuali – ma oggi risultino molto più accessibili grazie alla possibilità di interagire in linguaggio naturale. 

L’evoluzione: da chatbot ad agenti 

Una delle novità più rilevanti riguarda il passaggio da semplici chatbot a sistemi sempre più autonomi. L’AI oggi non si limita a rispondere, ma può eseguire compiti complessi come creare presentazioni, generare contenuti o supportare attività lavorative. 

Durante l’incontro sono stati utilizzati diversi strumenti, tra cui ChatGPT e Google Gemini, insieme a tool per la generazione di immagini, mostrando concretamente le loro applicazioni. 

Limiti e rischi: perché serve spirito critico 

Ampio spazio è stato dedicato ai limiti dell’AI. I modelli possono commettere errori anche su richieste semplici, perché non ragionano come esseri umani ma generano risposte probabili. 

È emerso anche il tema dei bias: l’AI riflette i dati su cui è addestrata, inclusi eventuali squilibri. Per questo è fondamentale verificare sempre le informazioni e non delegare completamente il pensiero critico. 

Come usarla meglio 

Nella parte finale sono stati condivisi consigli pratici per interagire con questi strumenti in modo efficace. Il punto centrale è il “prompt”: definire ruolo, contesto, obiettivo e tono permette di ottenere risposte più precise e utili. 

L’incontro si è concluso con l’intervento dell’Assessore allo Sviluppo economico e innovazione Pierangelo Raffini, che ha sottolineato l’importanza di diffondere la cultura dell’innovazione sul territorio, rendendo cittadini e imprese più consapevoli e preparati di fronte alle trasformazioni in corso. 

Un percorso che continua 

L’incontro ha aperto il ciclo 2026 del Laboratorio Aperto, che proseguirà con nuovi appuntamenti dedicati a sicurezza digitale, cyberbullismo e applicazioni dell’AI, oltre a percorsi formativi strutturati per cittadini e studenti. 

Scopri i prossimi eventi organizzati dal Nuovo Circondario Imolese in collaborazione con BOOM! 

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