AI e Lavoro: tra visione strategica e nuovi cluster aziendali. Il racconto dell’evento INTOO

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Si è tenuto martedì 7 maggio presso gli spazi di BOOM l’incontro dedicato all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle organizzazioni e sulle persone. Un momento di confronto che ha riunito leader del settore pubblico e privato per trasformare la sfida tecnologica in un’opportunità di crescita collettiva.

L’appuntamento ha esplorato come l’IA stia ridefinendo i processi aziendali, non più come semplice innovazione tecnologica, ma come una vera e propria prova di maturità per la leadership e la governance.

Oltre l’entusiasmo: l’IA nei processi reali

Ad aprire e moderare l’evento è stata Elisabetta Pedrini, HR Senior Consultant di INTOO che ha evidenziato l’importanza di una long term employability nelle organizzazioni. La tavola rotonda ha visto la testimonianza di casi d’uso d’eccellenza: Gianluca Tittarelli (Philip Morris) ha sottolineato come l'IA in azienda stia superando la fase dei "convegni" per entrare strutturalmente nei processi di business, con un focus mirato su produttività e sicurezza, come il riconoscimento automatico dei dispositivi di protezione individuale.

Tuttavia, l'adozione richiede metodo. Andrea Borgatti (Ital Tractor ITM) ha descritto un approccio di "prudenza abilitante", dove l'IA viene testata con successo nell'analisi dei testi e dei brevetti, mantenendo però un presidio umano rigoroso laddove la tecnologia deve ancora dimostrare piena affidabilità, come nell'analisi dei dati numerici in progettazione.

Un tema centrale è stato quello della resistenza e dell'adattamento al cambiamento. Barbara Pancaldi (XTEL) ha introdotto l'efficace metafora delle "tribù" aziendali: gruppi con diversi livelli di familiarità e paura verso l'IA. Per superare l'ansia da sostituzione, la ricetta è l'integrazione pratica: l'IA non sostituisce lo sviluppatore, ma ne potenzia le capacità in attività ad alto valore come l'architettura e il problem solving.

Anche per Claudio Meoli (HERA), la transizione digitale è innanzitutto una transizione "umana". Partendo da una sperimentazione iniziata già nel 2016, HERA ha coinvolto l'intera popolazione aziendale — inclusi 3.500 operai — attraverso programmi di change management e digital readiness volti a garantire che nessuno resti indietro.

Il ruolo della PA e del territorio

L'evento ha acceso i riflettori anche sulla Pubblica Amministrazione. Mariagrazia Bonzagni ha illustrato il percorso del Comune di Bologna, fondato su un modello di governance solido e sullo sviluppo di un "Gemello Digitale" con una forte dimensione civica, mettendo i dati al servizio delle scelte urbanistiche e climatiche.

Rosa Anna Maresca (BOOM) ha poi ribadito il ruolo di BOOM come partner strategico per il territorio. Attraverso esperienze come il Laboratorio Aperto di Imola e i progetti a Ravenna, è stato dimostrato come la PA possa diventare un abilitatore di innovazione, riducendo la distanza tra cittadini e nuove tecnologie grazie a workshop pratici e percorsi di alfabetizzazione digitale.

Governance e Leadership: chi tiene il timone?

Il confronto finale ha ribadito che l'IA non è neutra: "Se non governi, vieni governato". La leadership deve giocare un ruolo attivo nel definire regole d'uso, etica e responsabilità. In questo scenario, le competenze del futuro non saranno solo tecniche, ma profondamente umane: pensiero critico, creatività, empatia e capacità di apprendimento continuo.

L'incontro si è concluso con una visione condivisa: l'IA non toglierà il lavoro a chi saprà usarla per prendere decisioni migliori e più rapide, diventando un acceleratore di lungo periodo per le imprese che sapranno governarla con saggezza.

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